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PCC06 La Selvaggia Val Moresca - Km 40.000 - Ore 6.00
a cura di Franco
.: 15-Mag-2007 :: Stampa solo questa pagina :.
 
PERCORSO MTB  CROSS COUNTRY
INFORMAZIONI GENERALI
PCC06 La Selvaggia Val Moresca

Grado di difficoltà
Difficile
Luogo di partenza
Olmo al Brembo
Luogo di arrivo
Olmo al Brembo
Distanza 
40  km da verificare
Tempo
6.00 ore
Accesso al luogo di partenza
Da Bergamo, 42 Km, seguire le indicazioni Valle Brembana.
Arrivati a Piazza Brembana mantenere la sinistra per Olmo al Brembo
Percorso di interesse
Paesaggistico, tecnico,
Naturalistico,
Ciclabilità
90%
Preparazione fisica
Ottima
 Descrizione del percorso
 

Quando scarichiamo le bici nel parcheggio di fianco al Comune, la lancetta del campanile punta diritta sul numero cinque. Olmo al Brembo è ancora notturna, silenziosa. In un attimo di lucidità mentale pensiamo a quella cosa fantastica che viene chiamata letto…

Ruote grasse e zaini ci fanno però sentire subito meglio.

Tuttavia, per evitare di essere “spinti” in salita da qualche automobilista volenteroso, mettiamo in funzione le nostre x-lite lampeggianti.

Subito profumi e suoni dei boschi.

Non parliamo.

La direzione è quella del Passo S. Marco.

Ci aspetta una salita di 15 chilometri, salita che ha la brutta abitudine di presentarsi all’improvviso a riscuotere l’obolo sottoforma di gambe pesanti e fiato corto – almeno a me succede sempre così –.

Oltrepassiamo il bivio di Piazzatorre.

 A questo punto Sandro mi abbandona  – nel senso che mi lascia alle sue spalle –.

 E’ dunque in compagnia delle mie sole sensazioni che attraverso all’alba il paese di Mezzoldo.

Mi superano le  prime, rarissime, automobili.

Quando arrivo alla diga del Ponte dell’Acqua è giorno fatto (500 metri prima, sulla sinistra, una sorgente).

Ora la strada spiana un poco.

Poi, superato sulla sinistra il rifugio Madonna delle Nevi, riprende decisamente a salire (sorgente in località Castello). Mancano circa 5 Km al Passo.

Quando ci arrivo sono piuttosto stanco.

Sandro (per pudore, non gli chiedo da quanto mi sta aspettando) mi informa d’essere in trattative con una signora.

Di fronte al mio sguardo turbato, mi tranquillizza: spiega che la signora in questione vende quel particolare tipo di oro che da queste parti chiamano Bitto.

Entriamo nella casera (è a sinistra appena superato il Passo), contiamo i nostri soldi: possiamo metterne nello zaino una bella fetta.

Salutiamo riconoscenti. Nonostante le nuvole nere che ci svolazzano sulla testa e un venticello più che fresco – caratteristiche  tipiche del luogo - la giornata è radiosa.
 

Ogni Passo raggiunto d'altronde garantisce sempre una gioia al cuore.

E ora…si scende.

Un breve tratto di mulattiera, l’antica Priula, parte a sinistra dell’Omino e ci porta al rifugio Ca’ San Marco.

Per non pensarci più offro subito in sacrificio la mia camera d’aria, “pizzicata” passando in allegria sopra uno dei numerosi canaletti-rasoio che tagliano il sentiero.

Faccio gli ultimi metri appiedato, sotto lo sguardo di rimprovero di Sandro che, saggio, ha saputo prevenire il pericolo.

Al rifugio i soldi rimasti bastano per acquistare pane e vino necessari per accompagnare un assaggio del nostro tesoro.

Dopo la “colazione”, c’è tempo per guardarsi intorno e far evaporare i tenui fumi alcolici: affacciati sul bordo del parcheggio la vediamo: la diga di Valmora è proprio sotto di noi.

Fra i molti modi possibili per arrivarci scegliamo il più “ripido”.

Percorriamo la strada asfaltata che collega il rifugio alla strada principale e prendiamo subito a destra per il sentiero tracciato.

Dal sentiero ancora a destra, tagliando la strada sterrata che porta alla diga.

Nulla infatti vieta, se escludiamo le buche nascoste (eh, eh), di scendere dritti attraverso il pascolo.

Costeggiamo il lago di Valmora e, arrivati alla diga, scendiamo una serie di scalini che immettono in una galleria che sbuca a sua volta davanti alla casa del guardiano.

Superato lo spiazzo antistante la casa, ecco apparire il sentiero vero e proprio, il nostro odierno “desiderio”.

Esso si può dividere in due parti: la prima è essenzialmente a fondo smosso tipo biscia, con tornantini stretti e passaggi che richiedono una certa riflessione, dato che è buona regola sapere ciò che ci aspetta prima di trovarsi a volare senza aver capito il perché (Bruno Zanchi dixit).

Degno di nota è un “problema” che si presenta poco dopo.

 


Cosa visitare nella località di partenzaCosa visitare nella località di arrivo
Descrizione con LinkDescrizione con Link
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 Cartografia
Cartina Kompass n°105
 Stagione consigliata
Estate
Dislivello Totale 
3010 m
Dislivello salita
1513 m
Dislivello discesa
1497 m
Quota di partenza
Olmo al Brembo 556 m slm
Quota massima
Omino di Cà San Marco 1985 m slm
Quota minima
Olmo al Brembo 556 m slm
 Punto di Noleggio
Alpitalia
via Mazzini 20
Zogno
tel. 3280552627
Assistenza tecnica
SalviBikeStore.com
via Mazzini 24 Z
ogno
tel. 0345 91805
Acqua lungo il percorso
Elenco
Punti d'appoggio
Alberghi – Hotel – Rifugi - Ristoranti
Annotazioni tecniche
Da inserire
Brevi Note
Da inserire
Consigli
Da inserire
Cartografia: 

Un tratto ripido di rocce, stretto ed esposto sulla valle sottostante, che non consente sbagli.

Decidiamo di risolverlo solo in parte e di non rischiare.

La seconda parte inizia passato un ponticello di travi in ferro che ci porta sulla destra orografica della valle e ci introduce in un sentiero pulito e tipicamente boschereccio.

Avanti.

Incontriamo i resti di una considerevole frana, racce e alberi “impastati” tra loro, che costringe per poco a mettere la bici in spalla.

Di nuovo in sella, la nostra concentrazione è ora non è tanto rivolta a superare passaggi difficili, quanto a controllare la bici in alcuni tratti esposti potenzialmente pericolosi.

Giungiamo così ad una strada sterrata.

E’ tempo di fare una sosta e di assaporare il momento di delizie e brividi appena vissuto.

Come sempre, ci stringiamo la mano.

Lungo la strada sterrata superiamo il gruppo di case disabitate della frazione Losco e arriviamo a Caprile inferiore che attraversiamo a destra passando sotto un arco in pietra e davanti a una fontana.

Prendiamo il sentiero alla fine delle case e, tenendoci alti, dopo una breve salita, incontriamo la strada asfaltata che ci porterà, a sinistra, al paese di S. Brigida, passando per la frazione Taleggio.

 

Tornare a Olmo per la strada asfaltata ovviamente non si può e non si deve.

A S. Brigida risaliamo a destra per circa duecento metri la strada asfaltata in direzione della chiesa.

Prima di un tornante giriamo a sinistra – statua di Gesù – e scendiamo sino alla contrada “Casa dei Guei” da dove parte, segnalato, il sentiero finale che ci riporterà, costeggiando velocemente, ma non troppo (tratti esposti) la valle, sino al punto di partenza.

 

P.S.

A metà dicembre ho disceso per la seconda volta la Val Mora in compagnia di Fabio.

Nevicava.

Beh, esistono giorni così: giorni perfetti…


Percorso effettuato da:
Sonzogno Andrea
Cattaneo Sandro
In data: 18/08/2003Ultimo aggiornamento:  20/12/2004

 
 
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