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PCV01 Val Taleggio Tour
a cura di Franco
.: 15-Mag-2007 :: Stampa solo questa pagina :.
PERCORSO CICLOVIA
INFORMAZIONI GENERALI
PCV01 Val Taleggio Tour
Grado di difficoltà
Medio
Luogo di partenza
Sedrina
Luogo di arrivo
Sedrina
Distanza
53.2 Km
Tempo
2.45 ore
Accesso al luogo di partenza 
Da Bergamo, 14.6 km, seguire le indicazioni Valle Brembana.

Arrivati in prossimità di Sedrina tenere la destra per il centro del paese.

Non salire sul viadotto.

Percorso di interesse 
Paesaggistico, Naturalistico,Culturale, Gastronomico.
Ciclabilità
100%
Preparazione fisica
Buona

Descrizione del percorso

Il percorso ha inizio nel centro abitato di Sedrina, paese arroccato a baluardo delle strette insenature del Brembo che può vantare ottime prerogative urbane soprattutto con la facciata rinascimentale della chiesa parrocchiale, che è definita il miglior omaggio alla terra bergamasca dell’architetto Mauro Condussi di Lenna, famoso per le chiese ed i palazzi realizzati a Venezia.

Dal centro di Sedrina consigliamo di raggiungere Zogno attraverso un’antica via di comunicazione, la Priula , l’imbocco lo si trova presso i Ponti di Sedrina, a destra si sale per la frazione di Patromano, successivamente si raggiunge Stabello, questa frazione di Zogno conserva qualche interessante vecchia costruzione con strutture e ballatoi in legno; qui nacque Pietro Ruggeri poeta popolare dialettale dell’Ottocento.

Proseguendo, dopo un lavatoio alimentato da una freschissima acqua, si imbocca la discesa, lasciando a destra la località Piazza Monaci e a sinistra Piazza Martina, dopo alcuni tornanti, seguendo la strada si ridiscende a Zogno in località Ponte Vecchio.

Zogno, è il centro più popoloso della valle ed il più importante dal punto di vista economico ed amministrativo.

Il centro storico è caratterizzato da vicoli stretti e piazzette sulle quali si affacciano le botteghe ed i palazzi signorili;  Zogno è anche centro culturale di prim’ordine ed offre la possibilità di visitare due musei di grande interesse, il Museo della Valle ed il Museo di San Lorenzo.

In ogni epoca storica il paese ha sempre avuto un ruolo di centralità rispetto al resto della valle.

Sul suo territorio sono state rinvenute le prime testimonianze della presenza umana nell’area brembana, in epoca viscontea e veneta è stato sede del vicariato e sotto la dominazione francese divenne il capoluogo di tutta la valle.

Questo ruolo di centralità appare ancora attualmente anche sul piano delle attivita economiche, essendo in grado di soddisfare gran parte delle esigenze commerciali e di servizio di tutta la valle.

Oltrepassato il ponte a destra si imbocca l’area mercato in fondo alla quale, sotto il Ponte Nuovo inizia il tratto ciclo pedonale per  Ambria (vedi percorso Family Bike PFB01)

Arrivati ad Ambria presso la graziosa stazioncina dei treni a destra seguendo la strada comunale si attraversa la provinciale della Val Serina  e mantenendo la sinistra ci si immette nel tratto di ciclo pedonale che raggiunge San Pellegrino Terme (vedi percorso Family Bike PFB02).

 

Cosa visitare nella località di partenza

Cosa visitare nella località di arrivo

Si consiglia una visita alla Chiesa parrocchiale
di San Giacomo Maggiore
di epoca rinascimentale su disegno di Mauro Codussi
per ammirare la bellissima pala di Lorenzo Lotto

 

 

 A Zogno (4 km da Sedrina) si possono visitare:

Museo della Valle, testimonianza storica della civiltà contadina

Museo di San Lorenzo, arte sacra.

 

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 Cartografia
Cartina Kompass n°105
 Stagione consigliata
Primavera-Estate-Autunno
Dislivello Totale 
1577 m
Dislivello salita 
784 m
Dislivello discesa 
793 m
Quota di partenza
Sedrina 328 m slm
Quota massima
Gerosa, Forcella di Bura 884 m slm
Quota minima
Sedrina, ponti di Sedrina 291 m slm
 Punto di Noleggio Alpitalia
via Mazzini 20
Zogno
tel. 3280552627
Assistenza tecnica SalviBikeStore.com
via Mazzini 24 Z
ogno
tel. 0345-91805
Acqua lungo il percorso 
Sedrina, nei pressi del municipio

Stabello in centro e subito dopo il centro

San Giovanni Bianco, Piazza Pignoni

Orrido Valtaleggio al km 19.6 a sinistra

Sottochiesa, nei pressi del bar sulla piazza a destra

Olda, nei pressi parrocchiale antica fontana Pozzo con testa del leone di S.Marco

Vedeseta, sagrato della chiesa e fronte municipio

Peghera, prima del centro la  fonte dell’ Orso

Punti d'appoggio
Alberghi
Hotel
Rifugi
Ristoranti
Annotazioni tecniche 
Il percorso viene effettuato in senso antiorario anche se più impegnativo in quanto più caratteristico.Percorrendo l’itinerario in senso orario avremo un tracciato più dolce e con una visione completamente diversa della valle tanto che si potrà pensare di percorrere un altro itinerario.
Brevi Note 
Attenzione, ricordiamo ai ciclisti che è vietato il transito alla biciclette sul viadotto di Sedrina e nella galleria che evita il centro abitato della cittadina termale di S.Pellegrino Terme
Consigli 
Il percorso offre un ottima ombreggiatura pertanto è consigliato nel periodo estivo perché sempre fresco.











































































































Cartografia

Quando ci si trova alle spalle dello stabilimento di imbottigliamento dell’acqua minerale, famosa in tutto il mondo, ci si può idratare alla fontanella che rifornisce la produzione stessa.

Sempre con il fiume Brembo alla sinistra si giunge all’inizio del centro abitato di San Pellegrino Terme, in località Pregalleno, prestare attenzione in quanto il percorso in questo tratto ridiventa strada aperta al traffico.

Anche in questo caso, al termine del rettilineo, nei pressi della nuova piscina si consiglia di mantenere la destra  per imboccare il vecchio sedime ferroviario che verrà percorso nella totale lunghezza fino a trovarsi in località Piazzo Basso alle spalle della vecchia stazione dei treni.

Si prosegue sempre dritto e si rientra nell’ex sedime ferroviario al termine del quali ci si giunge alle spalle del Grand Hotel, nei pressi della seconda stazione ferroviaria, entrambe sono state trasformate in ristoranti (da questo punto è possibile raggiungere San Giovanni Bianco attraverso il percorso sterrato sulla ex sedime ferroviario PFB03).

La verde conca di San Pellegrino Terme deve la sua notorietà alle fonti di acqua minerale, conosciute fin dal secolo XIII e sfruttate già dal 1700

La località termale conserva il fascino della straordinaria fioritura architettonica in stile liberty del primo decennio del Novecento con lo Stabilimento dei Bagni sul viale delle Terme, la sala bibita col porticato, il Grand Hotel, il Casinò, il municipio ed alcune ville private.

Alberghi e pensioni, ristoranti e locali di ritrovo, impianti sportivi e ricreativi, possibilità di escursioni naturalistiche e culturali, un museo di scienze naturali ed una programmazione stagionali ricca di eventi garantiscono al cittadina termale una potenzialità turistica di tutto rispetto.

Dalla ex stazione ferroviaria a nord del paese si prosegue attraverso piazza Granelli con la fontana per il ponte Umberto I°, al semaforo a destra lungo la ex statale 470 di valle brembana.

Continuando si giunge nei pressi del viadotto della nuova variante della statale, effettuato il sottopasso, ci si incanala sull’immissione alla statale, subito dopo nei pressi della galleria denominata Costone1 si consiglia di mantenere la destra ed entrare, anche se ci si trova davanti ad una sbarra (il transito alle biciclette è sempre consentito), nel tratto di strada dismesso che ci permette di evitare entrambe le gallerie Costone 1 e 2.

Dopo circa 600m ci si riimmette  sulla strada principale ed al km 15.4 si raggiunge il centro di San Giovanni Bianco, uno dei paesi più antichi e ricchi di storia della valle.

Di fronte la chiesa parrocchiale , perno del tessuto urbano che alterna ai ponti in pietra i caratteristici porticati della Strada Priula, si apre l’antica piazza del mercato, dedicata a Vistallo Pignoni, condottiero che portò in dono alla sua terra una Spina della Corona di Cristo trafugata alle truppe di Carlo VIII, re di Francia, nel 1495.

Una frazione di San Giovanni Bianco, Oneta è conosciuta in quanto sembra aver dato i natali alla famosissima maschera carnevalesca Arlecchino.

Da San Giovanni Bianco, appena fuori il centro abitato al bivio a sinistra si diparte la Val Taleggio, segnata dall’impetuoso Enna, affluente del Brembo.

La tranquilla bellezza dell’ambiente racchiuso dalla cornice di monti famosi quali il Resegone, il Cancervo e l’Aralalta, il graduale succedersi di prati e boschi disseminati di piccoli nuclei abitativi di antica formazione costituiscono la caratteristica della valle Taleggio, definita la “piccola Svizzera” delle Orobie.

Questa terra, oggi ancora quasi isolata, ma ricca di storia e cultura, è la meta preferita di chi ama il contatto diretto con la narura, la selvaggia bellezza di luoghi incontaminati, la quiete di un mondo semplice e non ancora integrato dall’avanzare del progresso.

La Val Taleggio è suddivisa amministrativamente in due realtà comunali, Taleggio e Vedeseta.

La strada entra prima per alcuni chilometri in una profonda e strettissima gola, un orrido, tra i monti Sornadello e Cancervo quanto mai suggestivo, selvaggio e a volte arcigno e scuro per poi liberarsi verso l’alto dove un verde mare di tranquillità ci accoglie.

Al km 18.7 inizia l’orrido e dopo vari e suggestivi attraversamenti della valle al km 22.3 si transita sul settimo ponte, il ponte del Becco.

Dopo una salita, per alcuni tratti impegnativa si giunge alla località di Sottochiesa, sede comunale e ricca di testimonianze storiche e d’arte come la pala di A.Vicentino nei pressi della parrocchiale, la Torre medievale guelfa, la Colonna Fidelitas Talegii , segno di fedeltà alla Repubblica di Venezia ed l’oratorio di S.Lucia e S.Rosa.

La strada scende per circa 200m e, dopo un ulteriore attraversamento della valle, si riprende la salita fino alla Costa d’Olda, nei pressi della quale inizia la Variante 2 per Vedeseta.

L’itinerario si sviluppa ora in discesa, dopo aver lasciato la Costa d’Olda si raggiunge Olda al km 26.5 dalla quale si può ammirare la vallata con la frazione di Peghera e successivamente l’incrocio per Vedeseta, punto di arrivo della Variante 2.

Continuando a scendere si incontra la contrada della Lavina e più giù l’ennesimo attraversamento, il ponte della Lavina, a questo punto la strada inizia a salire e si percorrere il fianco destro della vallata fino alla località Peghera (km 33.2), dopo il centro abitato si ha una vista panoramica della valle con le località di Lavina, Vedeseta, Pizzino, Olda, Costa d’Olda ed il monte Sornadello sulla destra.

La parrocchiale di Peghera merita una visita per ammirare il pregevole polittico di Palma il Vecchio (XIV° secolo).

Continuando, sempre in salita si scollina alla Forcella di Bura (884m), punto più alto dell’itinerario e rimanendo sempre sulla strada provinciale della Val Taleggio si scende fino a Gerosa (km 38.4), centro agricolo montano che si sviluppa alle pendici della Forcella di Bura, la vista panoramica dalle curve a balcone spazia su tutta la Val Brembilla da Blello a destra fino alla contrada alta di S. Antonio Abbandonato attraverso le località di Laxolo, Cadelfoglia, Cavaglia, e Catremerio.

Giunti a Brembilla (km 45.6), centro attivo industrialmente e artigianalmente con una spiccata capacità imprenditoriale; la storia di Brembilla annovera più di 100 contrade, si stenta a crederlo, ma tante erano le cellule che rendevano operosa la comunità, così articolata per sfruttare ogni piccolo angolo del territorio.

Il percorso sta giungendo al termine e percorrendo il tratto finale, tortuoso, ristretto e verdeggiante della Val Brembilla ci si porta alla frazione Ponti di Sedrina.

A questo punto si prende a destra e si ritorna a Sedrina, località di partenza dell’itinerario.

 

Varianti sul Percorso

Variante 01:
Da Sedrina si può raggiungere San Giovanni Bianco attraversando Zogno e San
Pellegrino Terme sulla ex statale 470 della Valle Brembana, sicuramente più veloce ma molto trafficata e pertanto molto pericolosa oltretutto in questo modo si perdono degli angoli molto caratteristici della valle.

Lasciata Sedrina alle spalle, subito si raggiungono i famosi e caratteristici ponti, quattro arcate di epoca diversa, ora sovrastati da nuovo viadotto, che sono diventati il logo ed il simbolo della Comunità Montana di Valle Brembana.

Da ricordare , a poca distanza dai Ponti, (400m) sul versante destro, le Grotte della Meraviglie, grandi cavità naturali di origine carsica ricche di stallatiti.

Le grotte, attualmente di proprietà del Comune di Zogno e recentemente recuperate, sono aperte al pubblico in date stabilite o previa prenotazione tel. 0345-55007 / 91044

Arrivati a Zogno si prosegue sempre sulla strada statale fino all’inizio di San Pellegrino, prestare attenzione perché è vietato il transito ai ciclisti nella galleria di variante al centro abitato.

Da San Pellegrino Terme di giunge a San Giovanni Bianco sempre sulla statale, consigliamo di leggere la descrizione sull’itinerario principale per evitare alcuni passaggi in galleria ritenuti pericolosi.

Variante 02:

 La variante proposta inizia appena prima dello scollinamento alla Costa d’Olda, salendo prendere la strada a destra che sale con indicazione S.Bartolomeo.

La strada inizia subito con una salita impegnativa di 150m poi spiana per 500m ed infine si trova uno strappo deciso che ci permettere di raggiungere la contrada di S. Bartolomeo ( km 1.0) con la chiesa contenente dipinti del 600 e 700.

Dal balcone naturale posto alla spalle della chiesa si può ammirare il contrafforte montano formato dai monti Sodatura, Aralalta, Venturosa e Cancervo  con le frazioni di Pizzino e Sottochiesa alle loro pendici.

Al km 1.8 si giunge alla Cooperativa Agricola S.Antonio, conosciuta per la produzione casearia di altissima qualità, proseguendo si raggiunge il bivio per Reggetto, mantenere la sinistra e seguire le indicazioni per Vedeseta.

Il tracciato inizia a scendere e alla sinistra si ha una visione particolare della Val Taleggio con Olda in primo piano e Peghera sulla sfondo entrambe immerse in un mare di verde.

Giunti a Vedeseta (km 3.5), storicamente fedele allo Stato di Milano in contrasto con Taleggio sempre a fianco della Repubblica di Venezia; l’apparente estraneità era comunque giustificata dalla stessa conformazione orografica che rendeva più agevoli le comunicazioni con la Valsassina, mantenere la destra e transitare sul sagrato della chiesa, al bivio prendere a sinistra per il centro del paese e proseguire per Olda.

Al km 5.5 si arriva al bivio con la provinciale della Val Taleggio nei pressi di Olda, la variante è terminata, per riprendere il percorso principale a destra al bivio con indicazioni Peghera, Gerosa.

 


Percorso effettuato da:
Testo e Foto
Salvi Franco

In data:

18/05/2004

Ultimo aggiornamento: 

25/06/2005


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